Siamo in attesa delle disposizioni per il nuovo anno
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mercoledì 4 giugno 2025

L'amico è ...

 E’ una persona davvero importante che ognuno di noi dovrebbe avere.

E’ una persona che ti salva nei momenti tristi perchè ti vuole vedere felice.

Deve avere una caratteristica: non ha bisogno di forzare il rapporto e deve essere sincero.

Illustrazione Christian P. 1A

La mia migliore amica è una persona davvero fantastica, ci conosciamo dalla nascita e abbiamo frequentato tutte le classi insieme. Mi ha sempre difeso in mia assenza è sono certo che continuerà a farlo. L’amico è pezzo di cuore e l’amicizia è una cosa che non si dovrebbe mai rovinare.

Diamo sempre una mano al nostro amico in difficoltà affinchè superi i suoi brutti momenti.

Esko S. 1A

 

E’ qualcosa di abbastanza grande. E’ una persona che ti aiuta ad ogni ostacolo e che ti salva. Ti sta sempre accanto e ti sopporta e ti supporta in tutto. L’amico deve essere affidabile nel rapporto di amicizia e non deluderti, deve essere anche fedele, leale e sempre al tuo fianco.

E’ bello quando sai che ti puoi fidare, ma a volte mi è capitato che, alcuni che si spacciavano amici, mi parlavano male alle spalle e mi prendevano in giro, a quel punto ho fatto bene a decidere di lasciarli e interrompere l’amicizia. Fortunatamente alcuni buoni amici sono rimasti, mi stanno vicino e tifano per me su ogni cosa.

Giada M. 1A

 

E’ quella persona con cui ti ci diverti, ci giochi e ci esci insieme. Oltre al fatto che ci puoi scherzare, l’amico ti fa riflettere nei momenti più profondi e , quando ne hai bisogno, ti sta vicino e ti ascolta. Una persona così merita tanto e non bisogna farsela scappare, sarebbe molto triste non avere alcuna relazione amichevole, è talmente importante che per me dovrebbe essere un diritto di chiunque poichè l’essere umano ha bisogno di essere spalleggiato da qualcuno, nei momenti allegri come nei momenti tristi.

Francesco D’A. 3A

 

L’amicizia è una cosa molto bella. Quando un nostro amico è in difficoltà dobbiamo sempre aiutarlo e proteggerlo nel momento bisogno. Con il nostro amico, dobbiamo sempre aiutarci a vicenda e non dobbiamo mai litigare, perché questa cosa non è bella e bisogna restare sempre uniti fino in fondo. L’amicizia è una cosa positiva, mai malvagia e che rafforza l’unione tra due o, meglio ancora, tra un gruppo di persone.  Quando andavo in quinta elementare c’era un compagno che mi prendeva sempre in giro e non era tanto gentile con me. Ma adesso, grazie ad una più approfondita conoscenza, siamo diventati amici e non litighiamo più. Oggi con lui mi diverto sempre per  qualsiasi attività che facciamo, siamo proprio amici per la pelle.

Riccardo D.R. 1A.

 

Quella persona di cui ti fidi di più, che ti vuole bene e più amici siamo e meglio è. Io e il mio migliore amico ci conosciamo da circa cinque anni, è stato sempre accanto a me quando ne avevo bisogno e io ho fatto la stessa cosa con lui. Ci conosciamo dalla prima elementare e quando, per la prima volta, ci siamo incontrati abbiamo pensato entrambi: lui è l’amico perfetto. Da lì, pian piano, ci siamo conosciuti meglio e ora sono già sei anni, da quando abbiamo cominciato a frequentare la stessa classe, che siamo grandi amici. Per me il mio migliore amico è la persona più importante di qualsiasi altra cosa e già dal terzo giorno di  elementari siamo diventati, reciprocamente, molto amici. Non dimenticherò mai quella volta che mi ha aiutato quando un gruppo di ragazzi più grandi, cercarono di bullizzarmi spintonandomi e rubandomi le cose. Proprio grazie a lui, che prese le mie difese, riuscii a cavarmela. Tra di noi, soprattutto in quinta elementare, è capitato qualche litigio però, il giorno dopo, tornavamo ad essere ancora più amici di prima.

Questa per me è una vera amicizia!

Raffaele P. 1A

lunedì 12 maggio 2025

Una gita a...

 Il giorno 10 aprile siamo andati alla Reggia di Caserta per un’uscita scolastica. Quella mattina mi sono svegliata molto presto per l’entusiasmo. Ho fatto colazione velocemente e dopo essermi lavata, vestita e leggermente truccata, ho raggiunto piazza San Paolo. Lì c’erano le mie amiche.

Dopo una lunga chiacchierata arriva finalmente il pullman. Io e Francesca ci siamo subito fiondate a prendere i posti migliori, dopo venti minuti dalla partenza abbiamo fatto la sosta per far salire gli alunni di San Vittore. Così è cominciata la nostra avventura e dopo musica, gossip e film siamo arrivati a destinazione. La prima cosa che mi ha colpito è stata la struttura della Reggia, così imponente e regale... Prima di cominciare la visita abbiamo fatto uno spuntino, scattato foto e cercato di addomesticare un piccione. Dieci minuti dopo abbiamo messo in una cesta i nostri effetti personali e ci hanno fatto indossare degli auricolari per sentire meglio la guida. Essa ci spiegato tutto nei minimi dettagli: chi erano i committenti, gli affreschi, i simboli e come venivano utilizzate le stanze. La mia stanza preferita è stata la sala del trono, il colore predominante era l’oro abbinato al bianco , le pareti erano piene di dettagli tipici del Barocco e sul soffitto c’era un gigantesco affresco. Abbiamo visitato moltissime altre stanze come quelle delle quattro stagioni, le camere da letto, la biblioteca... Se vivessi lì mi perderei di sicuro. Prima di andare verso le fontane abbiamo fatto uno spuntino. Arrivati difronte alla vasca principale siamo stati a guardare le papere e i pesci enormi. Nei giardini c’era la pace, tutto era calmo. Dopo aver cambiato strada quattro volte e camminato per tre kilometri verso la piazza siamo tornati al pullman e di nuovo abbiamo cantato. Il tempo è passato velocemento e siamo tornati a casa. E’ stata una giornata fantastica, per nulla stancante e non la dimenticherò mai.

Matilde B. 2B

 

Quest’anno, nel mese di febbraio, ho partecipato alla gita di Campitello Matese, in montagna. Avendo partecipato già lo scorso anno, sapevo già cosa aspettarmi, ma ho comunque deciso di tornarci. Le vette innevate mi ricordano il mio Paese di provenienza, la Romania. Lì si trova la maggior parte della famiglia di mamma, e per ovvi motivi, non ho sempre l’opportunità di vederli.


La neve mi ricorda quei bei momenti passati con loro d’inverno e mi avvicina anche a mio zio, uno sciatore esperto. Non ho mai avuto l’occasione di sciare con lui, così ne approfitto sempre di questi viaggi in zone innevate per esercitarmi con gli sci. In questo modo, se mi dovesse capitare di sciare con mio zio, sarò pronta a fare bella figura. La gita avrebbe quindi compreso attività invernali (camminata sulla neve e sci), animazione e tanto altro. Siamo partiti alle otto circa il 25 febbraio. Durante il tragitto non vedevo l’ora di tornare sulle piste, dopo quasi un anno. Appena ho intravisto dai finestrini un po’ di neve, mi è sembrato subito di averla nelle mani e di sentirle fredde e arrossate. Appena arrivati in hotel, siamo corsi subito nella stessa grande stanza dello scorso anno con la mia valigia. Successivamente, con altri ragazzi, animatori e professori, ci siamo recati di fronte all’hotel,  dove gli animatori si sono presentati e ci hanno anticipato che avremmo fatto una passeggiata sulla neve. Durante questa, ho avuto l’occasione di giocare con le palle di neve con i miei amici e di assistere ad un panorama mozzafiato da una collina. Più tardi siamo tornati all’hotel, ci siamo sistemati nelle stanze, abbiamo cenato e fatto la doccia. Il giorno dopo (26 febbraio) sono stata delusa dal tempo: a causa di una forte nevicata e nebbia fitta abbiamo dovuto trascorrere l’intera giornata con l’animazione e a giocare a ping pong. Il giorno dopo, finalmente, ho avuto la soddisfazione di infilarmi gli scarponi rigidi e di caricarmi gli sci in spalla. Il nuovo istruttore, Gerardo, mi ha subito dato l’aria di essere un simpaticone. Quel giorno lo abbiamo dedicato interamente a fare lunghe piste e a riscaldarci in diversi modi, per poi passare la serata con l’animazione. I giorni seguenti sono passati così, fino alla mattina del 28, quando dopo aver bevuto un’ottima cioccolata calda, abbiamo liberato le stanze e siamo ripartiti per Cervaro. Questa gita mi ha reso felice ed è stata una bellissima esperienza nonostante qualche caduta.

Annalisa S. 2B

domenica 11 maggio 2025

La chiesa di S.Paolo prima e dopo

 

Quando Cervaro conobbe le tristi vicende della guerra aveva una popolazione  quasi come quella odierna, a testimonianza del benessere dovuto ad uno sviluppo notevole nel settore artigianale, agricolo e industriale, raddoppiando il numero dei suoi abitanti rispetto al secolo precedente. Il fronte che si attestò nel cassinate portò morte e distruzione non solo per i quattro mesi della durata della famosa battaglia, ma già da mesi prima in tutti quei paesi che si affacciavano su Montecassino. Durante l’occupazione nazifascista, secondo fonti bibliografiche, dall’8 settembre “43 fino a giugno”44 furono trucidati 14 cervaresi dai tedeschi,  anche se Cervaro centro fu liberato il 12 gennaio 1943 dalla 34^ Divisione USA, le truppe tedesche erano ancora nei dintorni e all’inizio della pianura cassinate (Pastenelle), i micidiali bombardamenti anglo-americani risparmiarono solo il dieci per cento dell’abitato. Alla fine delle ostilità nessuno sa il numero preciso di vittime civili, si stimano, invece, in 80mila tedeschi e 105mila alleati le vittime militari. Quando cessarono le ostilità la popolazione rientrò in paese, sconforto e distruzione si associarono alle difficoltà di procurarsi cibo dando inizio ad un lungo periodo di miseria. Oltre al centro storico, cioè la parte del “colle” e la piazza centrale di cui è emblematica la foto d’epoca con la fontana distrutta, le macerie erano notevoli anche nella secondaria piazza S.Paolo dove la chiesa omonima risultava irriconoscibile. Quando ho visto in un video dell’Istituto Luce la mia piazza preferita distrutta, sono rimasto incredulo, perchè dove vivo tuttora, non tanto tempo fa, ci sono stati i bombardamenti di quella maledetta guerra che ha sfigurato la città di Cervaro. Piazza S.Paolo, con la sua chiesa venne distrutta e le abitazioni ridotte a miseri crateri, e che tristezza mi pervade pensando che, nel paese dove vivo, vennero uccisi 14 civili senza nessuna colpa. Si è vero gli edifici si ricostruiscono, anche se quella chiesa non è più la stessa, ma le ferite rimangono nella memoria poichè non si possono dimenticare tutte quelle persone che hanno lottato valorosamente per cercare di sopravvivere, con le difficoltà e la mancanza di risorse di quell’epoca. Loro resteranno sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti per il coraggio e la forza incredibile che hanno dovuto tirare fuori. La prima volta che ho visto le immagini delle macerie di S.Paolo sono rimasto di stucco, in quel vecchio video è tutto così tragico, persino quell’alberone dove facevano vedere che, alla sua ombra, amministravano la giustizia con dei processi sommari per quei piccoli reati dettati più dalla miseria che dalla cattiveria.

Spero che tutto quello che ha vissuto Cervaro i quegli anni non accada mai più e che la nostra generazione possa vivere un futuro spensierato e felice senza le brutture della guerra.

Giuseppe Maria A. 3B

 

Fonti:  Cervaro Storia-Arte –Tradizioni di Rizzello/Mollicone

mercoledì 30 aprile 2025

L'angolo della poesia

 

L’alba di una nuova vita


La speranza è una meravigliosa alba di colore rosso
che appare all’orizzonte proprio quando pensi “non posso”.
Disegno di Annavita D.C. 2A
È un orizzonte nuovo e sconfinato
che si staglia innanzi gli occhi di chi più è tormentato.
La vita spesso ci mette a dura prova
e ognuno dentro di sé pace più non trova;
allora è facile abbandonarsi al dolore e invocare la morte,
ma in quel momento appare la speranza a tenerti più forte.
Una luce sottile nella mente di chi sta per precipitare,
ma alla fine comprende che, invece, val la pena lottare;
così l’anima trova conforto e il cuore torna a battere più forte:
c’è la speranza prima di abbandonarsi alla cattiva sorte.
Pian piano quella luce si espande
e dalla mente giunge al cuore,
iniziando a lenire quel dolore,
quel dolore che ognuno porta dentro di sé,
ma che in fondo invincibile non è.
Annavita D.C. 2A

lunedì 3 marzo 2025

A mali estremi, estremi rimedi ( Il racconto di un alunno esasperato)



Illustrazione: Michelle M. 2B
Finalmente, dopo sei ore di tortura, la scuola è finita.  Dopo aver pranzato, perchè non rilassarsi un po’ e dormire? Io, ignaro della situazione che sta per succedere,  dormo un po’, ma invece di “un po’” sarebbe meglio dire che sono andato in letargo e quando mi sveglio e controllo l’orario mi butto dal letto sbattendo testa (così forse divento più intelligente), braccia e gambe. Arrivo al tavolo facendo cadere tutto per terra, cosa che fa un rumore tale da far credere a mia madre che sia iniziata la terza guerra mondiale, ma c’è un problema: il registro elettronico non va. Dopo aver preso il telefono a calci mi viene l’idea più brillante (allo stesso tempo schifosa) che mi possa venire: chiediamo a qualcuno i compiti. Alessandro non risponderà mai e se risponderà saranno passati tre mesi, Pierfrancesco e Michelle staranno giocando a Formula Uno con il volume talmente alto che non sentono nemmeno le notifiche oppure hanno il telefono in silenzioso. Arjela probabilmente sta messa come me e Matilde starà facendo un giro di chiamate.  Allora chiedo sul gruppo e, dopo essere stato ignorato per mezz’ora, qualcuno me li manda, ma mentre li leggo vorrei sbattere la testa sul muro fino ad avere una commozione cerebrale così non vado a scuola. La prof.ssa di Matematica ci ha assegnato talmente tanti esercizi che credeva stesse ordinando al sushi. La prof.ssa di Letteratura ci ha assegnato di ricopiare la Divina Commedia a mano, studiarla a memoria e diventare Dante. Storia ci ha assegnato talmente tanti capitoli che dovremmo prevedere il futuro. Arte di creare una nuova corrente artistica mai inventata, studiare tutto il libro e di ricostruire Notre-Dame in scala uno a uno. Scienze ricercare una cura per una malattia sconosciuta e infine Antologia di scrivere una saga composta da nove libri con ognuno trenta capitoli composti da cento pagine, poi, dopo averli finiti, scrivere per ognuno una versione con il doppio dei capitoli e delle pagine, farci per ognuno il riassunto e impararle a memoria. Dopo aver letto tutto questo si è fatta notte, e dire che avevo una faccia disgustata e inorridita è un eufemismo. Il gruppo si riempiva di cento messaggi al secondo di gente che si lamentava, di altri che facevano polemiche e di sondaggi di chi chiedeva chi andava a scuola o no. In quel momento l’idea che avevo pensato prima di farmi venire una commozione cerebrale o di fingermi morto diventava sempre più realistica, ma mi limito solo a lanciare macumbe con tutte le mie forze, e inaspettatamente vengono accolte poichè quella sera le strade furono allagate e io invece di essere preoccupato per l’auto che si stava per scontrare contro casa mia, ero talmente tanto felice che stavo per ascendere in paradiso.

 

N.B. Nessun professore è stato maltrattato nella realizzazione di questo racconto.

Antonio C. 2B


venerdì 21 febbraio 2025

Banksy, messaggero di pace.


Le guerre nel mondo destano sempre molta preoccupazione soprattutto in quei Paesi che hanno ancora vivo il ricordo delle grandi devastazioni del passato come le due guerre mondiali, oggi rivivono lo spettro della tragedia negli attuali conflitti come quelli di Ucraina e Palestina. Altri conflitti nel mondo, più “nascosti”, continuano ad essere alimentati senza clamore mediatico: Myanmar, Sudan, Etiopia e altri legati a tanti gruppi armati in diversi altri Stati.

"The flower launcher" copia di Paola L. 3A
Una persona che va contro questi conflitti e che lancia messaggi pacifisti è Banksy. Artista vivente, che agisce in completo anonimato diventato famoso per i suoi interventi di Street Art anche nei luoghi direttamente interessati da guerre in corso.




“Banksy is a graffit artist originally from Bristol. He uses his art to express his ideas and opinions about world problems and his works often contains messages about politics, war and social problems.”



La verità è che nessuno sa veramente chi sia, dato che non rilascia interviste e nessuno l’ha mai visto in pubblico. Non si sa nulla della sua vita perchè non si sa il suo vero nome. A lui non interessa dei soldi, fa questo per denunciare le situazioni sociali difficili nel mondo.

“Girl With Baloon” copia di Ilaria V. 3A


  Qualche anno fa Banksy,       l’artista  misterioso, fece uno   scherzo in una galleria d’arte,   quando dopo aver venduto una   copia originale del suo   famosissimo dipinto “Girl With Baloon”, azionò,   tramite un telecomando, un     meccanismo per distruggere i   documenti che era nascosto   nella  cornice.                            

  Un artista socialmente   impegnato  contro la guerra ma   anche un gran burlone!

                                                      Lorenzo P. 3A

venerdì 31 gennaio 2025

MA CHE MUSICA MAESTRO !


Poichè la nostra scuola è ad indirizzo musicale, è stato interessante scoprire quale fosse, tra i 4 strumenti studiati, quello più quotato. Su un campione di 50 alunni intervistati, alla domanda “che strumento suoni?” il 34% di questi, uno su tre, ha dichiarato di non suonarne nessuno, segue, poi, la tromba con il 20% di preferenze, la chitarra e il clarinetto con il 16%, la tastiera con il 10%, le percussioni 8% e infine l’organetto e il flauto con il2%.


Io personalmente suono la tromba ed è uno strumento particolare! Ogni anno organizziamo gite di interesse musicale e quest’anno faremo un gemellaggio, cioè un campo scuola ad Agropoli: che meraviglia!

Consiglio a tutti voi di intraprendere l’indirizzo musicale, perchè è un’occasione per stare tutti insieme e imparare a padroneggiare il proprio strumento.


Francesca Maria T. 2A

SPORTISSIMI - desideri e realtà

 

Recentemente noi della redazione del Giornalino Online, abbiamo dato il via ad un sondaggio al quale hanno partecipato mediamente 7 alunni per classe. Quest’ultimo ha trattato vari argomenti tra questi il settore dello sport. Ci sono moltissimi sport da praticare, ma alcuni alunni, per vari motivi, non praticano alcuno sport portando questa voce in cima alla classifica. A seguire c’è il calcio, che, come in tutta Italia, è molto praticato  anche a Cervaro. Addirittura è preferito anche da chi non lo pratica, il che fa capire quanto sia diffusa la passione per questo sport che pratico anch’io con molto entusiasmo.


A seguire troviamo il nuoto, scelta comprensibile visto che è molto salutare e istintivo da imparare. Sull’aspetto della femminilità, come tradizione comanda, troviamo la danza. Quest’ultima, anche se poco praticata, è oggetto di desiderio e di preferenza. Dopo la danza troviamo la pallavolo, che è uno sport abbastanza diffuso nella nostra nazione, a pari merito con chi va in palestra.


Entrambi rinforzano molto gli arti e portano, in fase di crescita, qualche centimetro in più in altezza. Il resto degli sport sono caratterizzati da percentuali molto basse. Da questi interessanti grafici possiamo percepire come la generazione di oggi sia molto sedentaria e poco propensa allo sport, quindi non di buon auspicio per il futuro. Questo però non deriva solo da pigrizia ma anche dalle scarse opportunità locali: qui a Cervaro sono carenti sia le strutture che il personale. In particolare la palestra scolastica delle Medie (non agibile) e il campo sportivo (chiuso da tempo). 

Serse R. 2A

Sondaggi: Le scuole Secondarie di secondo grado più gettonate















La domanda sulla scelta della scuola Superiore è stata rivolta a 50 alunni di tutte le classi delle scuole Medie, non solo alle classi terze, che avendo già effettuato l'iscrizione, avrebbero prodotto dati più certi. Ecco perchè questo sondaggio di gradimento rappresenta un trend anche per i prossimi anni. 

L’Itis è sempre stato tra le scuole più scelte. Gli alunni si fidano delle proprie decisioni e vanno con convinzione nella scuola che apparentemente offre più garanzie.  Ma non tutte le materie nuove si riveleranno facili da affrontare .

Infatti oltre alla difficoltà di ambientarsi c’è anche l’incognita di nuovi argomenti mai trattati alle Medie. Dobbiamo ricordare che Ragioneria è una scuola molto scelta in passato ma che non compare in questo sondaggio  perchè tra  le cinquanta persone   del campione statistico casualmente non sono capitati  quei pochi compagni di cui sappiamo che hanno scelto Ragioneria.

L’ Itis   spopola , forse  per la speranza  che dà  di entrare nel mondo del lavoro, con una percentuale del 22% , seguono , a pari merito il Liceo Scientifico  e il Liceo  Classico con il 16% .

L’alberghiero  promette  di  far  entrare ,  nel settore  turistico ,  molto presto  un esercito di lavoratori e per  questo  è scelto dal 12%  stessa percentuale del liceo linguistico.

Seguono Scienze Umane con l’8% e l’Artistico con il 6% poi le altre scuole  con percentuali bassissime.


Gruppo Sondaggi Giornalino Online

-Elaborazione dati

Serse R 2A

Vittoria Maria  M. 2A

Francesca Maria T. 2A

Annavita D.C. 2A

Mattia C. 2A

-Formulazione quesiti

Domenico P. 1A

Mohammed Ali N. 1A

-Analisi e commenti

Gabriele R. 3B

Alessandra C. 3B


 

venerdì 20 dicembre 2024

Consigli per gli acquisti

Disegno Francesca T. 2A

Oggi districarsi tra mille prodotti in commercio è davvero difficile. Per acquistare in modo responsabile e genuino l’ideale sarebbe conoscere la provenienza e le procedure adottate per  il singolo prodotto: autoproduzione, KM 0, biologico ecc.

La maggior parte   di catene di supermercati molto note, come ad esempio quella con un’insegna gialla (per non fare pubblicità), dispongono di prodotti con marchio equo e solidale come ad esempio il noto Fairtrade, oltre al fatto che, come ci racconta la nostra prof.ssa di Tecnologia, vengono vendute sfuse e non ci costringono a dover smaltire per forza imballaggi di plastica. Ma cos’è Fairtrade? A cosa servono questi marchi? Cercheremo di togliervi ogni dubbio.

Noi, come tante persone, beviamo una tazza mattutina di caffè, ma cosa c’è dietro la sua produzione?

 

Pensate ad una confezione di caffè, per averla dobbiamo andare in un supermercato qualunque e acquistarla. Ma vi siete chiesti che viaggio ha affrontato quella confezione per arrivare fino a noi? Cerchiamo di fare chiarezza.  Le piante di caffè vengono coltivate e curate da molti lavoratori che spesso vengono sfruttati, ma la cosa grave è che e si può trattare anche di bambini e, in genere, le paghe sono decisamente ridicole rispetto ai ricavi ottenuti dalle aziende. Con il sistema messo in piedi da Fairtrade tutto questo non succede, ci si assicura che i lavoratori non siano assolutamente minori forzati a lavorare e che abbiano tutti i diritti. I produttori, inoltre , sono organizzati in cooperative attente alle oscillazioni dei prezzi di mercato e alla equa distribuzione dei guadagni.

Con Fairtrade, oltre al caffè, vengono prodotti, con principi equi e solidali, anche: cioccolato, zucchero, cibi in genere, cereali, bevande, cosmesi, cotone e capi per ogni giorno.

Questo deve servirci a ricordare che un semplice acquisto si può trasformare in un atto di responsabilità estremamente importante.

 

Vittoria M. 2A

Juliet C. 2A

Annavita D.C. 2A

lunedì 18 settembre 2023

Considerazioni e aspettative sul nuovo anno scolastico

Dalle elementari alle medie

Disegno: Vittoria Maria 1A

Si dovrebbe dire dalla Primaria alla Secondaria di primo grado ma dire Medie viene più facile. 
 E’ il 12 Settembre 2023: il momento che aspettavo e allo stesso tempo temevo è finalmente arrivato, il primo giorno di scuola media! Ero molto ansiosa e avevo paura, la sera prima non riuscivo a prendere sonno e mi veniva da piangere ripensando agli anni della scuola primaria passati così in fretta. La mattina, però, quando ho visto i miei vecchi compagni mi sono rasserenata e li ho abbracciati fortissimo, dicendo loro 
“in bocca al lupo”.

Dietro al cancello c’erano i nuovi insegnanti e io ho provato un’intensa nostalgia delle mie amate maestre! L’appello della nostra classe, la prima A, è iniziato subito nominandoci uno ad uno e io mi sono concentrata ad ascoltare i nomi e quando è arrivato il mio turno ho abbracciato mia madre e con il cuore a mille sono entrata.
Quest’anno siamo al piano di sopra, quindi, dopo aver salito le scale, siamo entrati nella nostra nuova aula che un po’ più grande rispetto a quella dell’anno scorso e alle pareti ci sono vecchi cartelloni e una cartina geografica della terra. Alcuni compagni li conosco già dall’asilo, altri invece sono nuovi. Spero di andare d’accordo con tutti e di stringere un bel legame d’amicizia con loro.
Questi primi giorni di scuola sono stati tranquilli e per ora i professori sono calmi, gentili e buoni; noi, a volte, siamo chiacchieroni ma spero che col tempo miglioriamo un po’.
Durante quest’anno scolastico mi aspetto che ci siano tante cose nuove da imparare e tante esperienze interessanti da vivere. Forse in un primo momento possono sembrare difficili e impegnative, ma se una cosa ti piace si impara in un attimo e ti rende felice... e io voglio essere felice!

Francesca 1A

Disegno: Serse 1A

Finalmente ho iniziato la prima media e improvvisamente mi sono sentita grande! Avrei cominciato ad andare a scuola da sola, avrei conosciuto nuovi compagni e nuovi professori. Ero molto emozionata e non vedevo l’ora di occupare quei banchi da “grandi” e non più le sedioline della primaria, ma allo stesso tempo ero un po’ preoccupata di non riuscire ad abituarmi alle novità come dare del lei ai professori, alzarsi in piedi quando entrano in classe e studiare cose più difficili. Non perderò mai di vista i miei obiettivi che sono: studiare tanto, prendere voti alti, sorprendere i professori e fare tante amicizie!

Margherita 1A


Il primo giorno di scuola pensavo che fosse più spaventoso poi, dopo aver conosciuto i professori, mi sono calmato e mi aspetto di divertirmi e andare bene a scuola fino alla terza media. Mi auguro che i lavori di costruzione della nuova scuola finiscano il prima possibile poichè mi piacerebbe molto andarci!


Niccolò 1A



lunedì 27 marzo 2023

In pratica... il sistema solare


 

E’ stato molto interessante fare questo progetto non solo dal punto di vista tecnico, ma è stato anche utile per imparare gli argomenti di scienze. Ma la cosa più importante è che abbiamo passato molto tempo insieme, all’inizio non eravamo molto contenti, ma poi, piano piano, ci siamo conosciuti meglio riscoprendo il piacere di condividere il lavoro divertendoci. Devo ringraziare la scuola, perché i miei amici sono il regalo più bello che mi ha fatto. Questo lavoro consisteva nella realizzazione di un plastico del sistema solare. Tutti modellini erano belli e ognuno diverso dall’altro.

Eva 3B


Gruppo di Francesco M., Chiara, Elisabetta Eugenia 3B


Abbiamo iniziato da una scatola di cartone, rivestita poi con cartapesta.
Mischiando vari colori abbiamo dato l'idea dell'universo facendo macchie con una spugna. Ci siamo divertiti a disegnare particolari e ad attaccare palline di polistirolo per farle sembrare stelle e da queste abbiamo trovato le costellazioni.
Abbiamo poi trasformato palline di polistirolo in pianeti, con colori accesi e ben visibili.
Successivamente è stato fatto il sostegno per appoggiare e far girare i pianeti e dei buchi per far passare le lucine.
Per la scritta abbiamo usato la gomma EVA, stampando prima le singole lettere per avere la forma precisa.


Gruppo di Leonardo, Eva

Il nostro modellino si distingueva dagli altri in quanto è stato concepito con un’impronta ecologica,la realizzazione è stata eseguita con materiale trovato in casa, soprattutto cartone riciclato. Abbiamo preso una scatola che non serviva più e l’abbiamo rivestita con del cartoncino nero che già avevamo, in modo da rappresentare la galassia. Per realizzare i pianeti abbiamo usato delle palline di polistirolo avanzato da un altro lavoro. L’opera è stata completata con bigliettini informativi e una bella copertina per la scatola.


ALTRI GRUPPI

Gruppo di Alessio, Federico, Francesco T., Piercarlo



Gruppo di Fabio, Mirko, David, Auron


martedì 7 febbraio 2023

Rischi, precauzioni e buon comportamento online

 

 Il problema del cyberbullismo è aumentato anche a causa della pandemia, passando da 28 vittime del 2019 a 52 nel 2020 (fonte rainews.it).  Nei casi più gravi questi comportamenti offensivi e vessatori possono portare alle estreme conseguenze cioè al suicidio. Nel 2021 Carolina, una ragazza bolognese, si suicidò lasciando una lettera di addio su cui c’era scritto: “ spero che adesso sarete più responsabili con le parole “.

Le parole sono importanti e interagire sul web nel modo giusto richiede il rispetto di alcune regole,  per questo è stato interessante affrontare a scuola il tema della netiquette .

È stato interessante scoprire il galateo su internet, la buona educazione che usiamo giornalmente dovrebbe essere attuata anche sul web , bisognerebbe rispettare gli altri, comunicare in modo chiaro evitando fraintendimenti e reazioni indesiderate .

Non trovandosi di fronte all’interlocutore molti utenti ne approfittano insultando o discriminando gli altri, pensando di essere “protetti dalla tastiera”. Con la tecnologia si potrebbe essere fraintesi più facilmente, ad esempio quando si scrive in caratteri maiuscoli può sembrare che siamo arrabbiati e stiamo urlando o casi in cui usiamo degli acronimi di cui non tutti conoscono il significato.

Un’altra problematica è legata all’attendibilità di alcune notizie. Nel lavoro di tutti i giorni ci capita di dover reperire informazioni in rete, alcune potrebbero essere inesatte o non aggiornate perciò è opportuno sottoporre ogni singola notizia ad un accurato esame critico: bisogna accertarsi sulla credibilità dell’autore, sulla data di pubblicazione e verificare che l’informazione sia sufficientemente accurata. Anche le immagini hanno la propria regolamentazione. Prima di pubblicare una foto o un disegno dovremmo verificare che non siano coperti da diritto d’autore o dal copyright. Bisognerebbe tener conto della privacy di ognuno evitando la pubblicazione di foto non consenzienti, la privacy protegge la propria riservatezza e ci difende dai comportamenti invadenti. Il mondo online è una grande risorsa che offre divertimento, possibilità di conoscenza e di recepire preziose informazioni ma bisogna sempre tener conto delle buone maniere, usando i social in modo intelligente e soprattutto senza causare danni agli altri.

Beatrice 3B                                  illustrazione:  Eva 3B

giovedì 12 gennaio 2023

Una rielaborazione fantasiosa del “Romanico”

 


Per questo disegno abbiamo scelto un’architettura molto importante e simbolo dello stile Romanico, la celebre chiesa progettata da Lanfranco conosciuta come il Duomo di Modena. Per farlo abbiamo iniziato a disegnare le proporzioni della facciata e poi abbiamo fatto una pavimentazione prospettica. Si poteva scegliere come decorarla e colorarla, questa fase non è stata però tanto facile poiché la prospettiva deformava le figure. Io ho scelto di decorarla con una disposizione di triangoli che formavano una croce; poi l’ho colorata con il celeste e il blu.


Per fare la facciata ci siamo ispirati a quella vera inserendo gli elementi architettonici tipici di questo stile come il protiro e le trifore. Per le geometrie del rosone  ci siamo aiutati con lo spirografo.
Realizzare alcuni particolari, come i leoni stilofori per esempio, è stato un po’ difficile. In ultimo abbiamo colorato e fatto il chiaroscuro. Questa attività mi è piaciuta molto perché ho potuto usare anche  creatività e fantasia.


Giulia 2B


mercoledì 30 novembre 2022

Una classe "intrecciata" e variopinta

 

Questa esercitazione grafica con i colori acquerellabili mi ha aiutata molto a capire l’applicazione della  tecnica in questione. Vederli scorrere tutti insieme mi fa pensare all’intreccio di rapporti che si creano nel gruppo classe con le diverse personalità rappresentate dalle forme e dai colori. Le linee intrecciate, secondo me, possono significare proprio questo: a volte abbiamo qualche diverbio, ma siamo uniti e ci aiutiamo a vicenda come per la realizzazione di questo lavoro, in cui ci siamo dati consigli e ci siamo scambiati il materiale. Il risultato? Un bel colpo d’occhio!

                                                                                           Chiara  IIIB